Di Andrea Rovetta, 4 anni e 1 mese fa

Si chiama Beta, ma è già un capolavoro.

beta

Il suo nome è Beta ed è parte della famiglia da quasi cinque anni. Sei chilogrammi di simpatia, furbizia ed eleganza confezionati in una morbidissima pelliccia soffice e lucente. Potrei dire che le manca solo la parola, ma Beta riesce sempre a farsi intendere da tutti, con il suo vastissimo repertorio di suoni, posture e sguardi inequivocabili. Nessuno resiste alla tentazione di accarezzarla: chiunque la avvicini riceve subito una festosa accoglienza e la promessa di un'incondizionata amicizia. Agile come un gatto compie balzi fulminei che terminano sempre tra soffici cuscini o le braccia degli ospiti in visita. Velocità ed improvvisi cambi di direzione le consentono di avere la meglio su qualunque inseguitore, ma quando le cose prendono una brutta piega, guadagna di gran carriera il porto sicuro ai piedi del padrone. «Siedi», «terra» e «resta» sono i comandi che riconosce e la prontezza con la quale provvede ad eseguirli è direttamente correlata all'appetito ed alla convinzione di ricevere il giusto premio intravisto nella mano dell'addestratore. I bambini sono graditi compagni di gioco, anche quando coda, orecchie e zampe diventano facile appiglio per manine vivaci e dispettose. Il ringhio è riservato esclusivamente al gioco difendi-la-preda: palline e gommosi giocattoli sono la preda da difendere con ostentata ferocia, che puntualmente sortisce negli arditi sfidanti l'effetto di fragorose risate. Fiuto instancabile e orecchie all'erta: sorprendere Beta è quasi impossibile. Quando la sua esuberanza viene sopraffatta dalla stanchezza, Beta dimostra una sorprendente maestria nel riservarsi un comodo giaciglio a stretto contatto con il resto «del branco». Il muso teneramente appoggiato su un braccio, zampe e coda raccolte in una morbida ciambella ed uno sguardo dolcissimo che pare dica «vicino a te sono proprio al sicuro». Un sospiro profondo e gli occhi iniziano a chiudersi, mentre ogni parte del suo corpo si abbandona mollemente al sonno ristoratore. Prendersi cura di lei è un'esperienza gratificante, rilassante e terapeutica: la sua riconoscenza e la disarmante semplicità di uno sguardo ricolmo di fiducia e totale dedizione riescono a sciogliere, carezza dopo carezza, stress e stanchezza di una giornata di lavoro. A tutti il sincero augurio di incontrare la propria Beta, per scoprire quanta dolcezza riservi il suo sguardo innamorato.

Andrea 

1 commento

#1. ROBERTA, 4 anni e 1 mese fa

Carissimo Andrea, sto ridendo pensando a Beta. Comprendo bene ogni tua frase. Bellissima la conclusione del tuo articoletto!!!! (... lo sguardo innamorato ...) Ciao da tutta la tribù

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