La mia Africa (Mozambico 2008)
«Voglio farti conoscere alcuni amici... » così esordiva Stefano lo scorso autunno, dando inizio al mio viaggio verso l'Africa. Ecco un brevissimo reportage fotografico dal Mozambico. Tra le immagini che ritraggono il paesaggio incontaminato e le coloratissime capulane delle donne mozambicane, un solo fotogramma cattura il dramma di un popolo che sta scomparendo. Per rispetto e commozione, non ho rivolto l'obiettivo verso quella realtà che il governo locale cerca di nascondere dietro i murales che raccontano le gesta degli eroi della rivoluzione ed i sorrisi accomodanti di funzionari corrotti e senza scrupoli. Quando sarò riuscito a mettere ordine tra i pensieri e le emozioni che ancora si affollano nella mia mente, proverò a raccontarvi la mia Africa.
Buon viaggio,
Andrea.




6 commenti
#1. Stefano, 3 anni e 4 mesi fa
Se si potessero esprimere con le parole le emozioni che si provano in certe situazioni...!
E invece no, siamo condannati alla speranza che chi ci sta vicino riesca almeno ad immaginarle.
#2. Brigitta, 3 anni e 3 mesi fa
ciao ho 19 anni e negli ultimi 13anni ho pensato a come riuscire ad andare in Africa.....ora, se tuttao va bene dovrei andare per la fine d'agosto, solo che sono felice ma spavebteta alla stesso tempo, non sono sicura disapere bene cosa troverò. hai dei consigli da darmi??? se vuoi rispondi alla mia e_mail
grazie di cuore
Brigi
#3. andrea, 3 anni e 3 mesi fa
Carissima Brigi,
per quanto tu possa pianificare, organizzare e prevedere, credo che l'Africa riuscirà comunque a sorprenderti. Sono felice per i tuoi propositi estivi e sarò ben lieto di mettere a tua disposizione la mia pur minima esperienza.
Andrea.
#4. Stefano, 3 anni e 3 mesi fa
Sarà un'esperienza molto forte e coinvolgente, qualcosa che lascierà il segno; come un vecchio amore che non si dimenticarà mai.
#5. Greppi Guido, 2 anni e 4 mesi fa
Salve Andrea,
ho letto solo ora «La mia Africa» ma non ho inteso bene alcune frasi. Cosa intendi per » ...il dramma di un popolo che sta sparendo? «. Io vivo in Mozambico ma non mi pare che stia sparendo nulla. Ed ancora » ..i sorrisi accomodanti dei funzionari corrotti e senza scrupoli.» Premesso che esistono in tutto il mondo, Italia inclusa, non mi pare che la realta' sia questa, pur se e' vera che la poverta' puo' indurre a volte a determinate ( e modeste) richieste che, nel nostro sud, sono attuali ancor oggi.
A presto
Guido
#6. Andrea, 2 anni e 4 mesi fa
Gentile Guido,
al ritorno in Italia dal mio primo viaggio in Mozambico, ho subito avvertito l'esigenza di confrontarmi con persone che avessero vissuto esperienze simili.
Naturalmente non si è trattato di un viaggio turistico alla ricerca di paradisi incontaminati, natura selvaggia e sport acquatici. Ho vissuto in una missione nella periferia di Maputo, ho visitato diversi villaggi in provincia di Maputo e Inhambane ed i quartieri della Maputo nascosta ai passanti. Ho visitato scuole, ospedali, l'università di Maputo e Maxixe, banche e uffici di cambio, uffici pubblici e ministeri.
Nonostante una buona padronanza di linguaggio, ho trovato molte difficoltà nel tentativo di raccontare, al mio ritorno, la drammatica situazione in cui versa il Mozambico ed ho scoperto che la sensazione di smarrimento mista a rabbia e scandalo è pienamente condivisa da tutte le persone che, per motivi differenti, hanno visitato questo Paese. Penso che non sia possibile descrivere con le sole parole quello che ho visto e udito, rapportandomi in un modo tanto crudo e diretto con una realtà non filtrata da televisione e giornali. Non ho avuto il coraggio di rivolgere l'obiettivo della macchina fotografica verso un mondo fatto di sofferenza e rassegnazione, che si spinge ben oltre i limiti della dignità umana. I giovani lasciano i villaggi per cercare fortuna negli affollati centri urbani, ove le condizioni igieniche e sanitarie sono talmente disumane da spingere il governo a costruire muri per nascondere alla vista tanta agonia. L'incidenza della SIDE (AIDS) è oltre il 16% nella popolazione adulta e più che doppia nei bambini. Nel solo ospedale di Maputo, ove un intero reparto per l'assistenza ai malati terminali è affidato alle amorevoli cure di suore dell'ordine di Madre Teresa, si contano circa 50 nuovi casi di SIDE al giorno e la maggior parte di questi sono bambini. La mortalità infantile e delle donne partorienti è elevatissima, anche se la mancanza di un efficace registro anagrafico nazionale non consenta stime ufficiali. L'aspettativa di vita media è inferiore a 40 anni, complici le precarie condizioni igieniche, l'alimentazione insufficiente ed inadeguata, la mancanza di sicurezza negli ambienti di lavoro e sulle strade. Se il consistente afflusso di persone dal Sudafrica, dal Brasile e dalla Cina concorre a mantenere stabile il numero degli abitanti del Paese, occorre osservare che tutto ciò sta avvenendo a fronte di una diminuzione inesorabile di persone native del Mozambico. Per questo motivo la nascente Universidade Pedagògica Sagrada Familìa di Maxixe sta cercando di avviare un corso di laurea in lingue e cultura locali, con la speranza di salvare il ricordo di un popolo che sta scomparendo.
Il livello di corruzione nel Mozambico non è giustificabile con il livello di povertà della gente comune, né lontanamente paragonabile a qualunque forma di concussione nel Bel Paese. Quando un insegnante pretende favori sessuali dalle alunne, un medico nega ad un ammalato un presidio gratuito, un funzionario ostacola la realizzazione di un'opera socialmente utile, un ufficiale lascia deliberatamente scadere alimenti e farmaci in un container arroventato dal sole, è una visione distorta del valore della vita che rende ogni cosa (e persona) sacrificabile.
Non parlo di luoghi comuni, ma di persone che nella mia mente hanno una voce ed un volto.
Non ti nascondo che ho riflettuto a lungo sull'opportunità di pubblicare il tuo commento, perché trovo poco credibile che le tue parole possano provenire da una persona che ha realmente visitato il Mozambico. Tra pochi giorni tornerò a Marracuene per mantenere una promessa e scatterò per te una fotografia di quel muro.
Andrea.
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