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	<title>Io la penso così &#187; esperienze</title>
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	<description>Blog di Andrea Rovetta e di tutte le persone che avrà la fortuna di conoscere.</description>
	<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 07:00:43 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>Facebook: esperienza conclusa.</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 14:38:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Rovetta</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[esperienze]]></category>

		<category><![CDATA[internet]]></category>

		<category><![CDATA[Facebook]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi si conclude la mia esperienza in Facebook™, il più popolare social network del momento. Le motivazioni di questa decisione sono diverse ed eccone una sintesi.

un rapporto di amicizia non si può ridurre ad un nome in una lista di Facebook™, con il solo impegno di formulare qualche augurio all'anno;
l'uso che le altre persone fanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi si conclude la mia esperienza in Facebook™, il più popolare <em>social network</em> del momento. Le motivazioni di questa decisione sono diverse ed eccone una sintesi.</p>
<ul>
<li>un rapporto di amicizia non si può ridurre ad un nome in una lista di Facebook™, con il solo impegno di formulare qualche augurio all'anno;</li>
<li>l'uso che le altre persone fanno di Facebook™ e delle infinite applicazioni più o meno ludiche che equipaggiano il carrozzone non mi interessa, tantomeno il loro punteggio in Farmville™;</li>
<li>la condivisione impoverisce i contenuti: facile riempire un profilo di cose scritte e pensate da altri! Preferisco impegnare il mio tempo nella lettura di contributi originali;</li>
<li>l'uso del <em>tag</em> è quantomeno improprio, se non scorretto: in Italia serve un'autorizzazione per citare un autore, menzionare un marchio o esporre un logo; in Facebook™, per pubblicare una foto con il tuo nome basta un click;</li>
<li>se chiedi l'amicizia solo per curiosare nel profilo altrui ed aumentare il tuo livello di popolarità, almeno non ti stupire di quanto tempo è passato!</li>
<li>sapere che i contenuti pubblicati in Facebook™, anche quando riservati ad un ristretto gruppo di utenti, vengono costantemente scandagliati e catalogati per acclarati fini commerciali è inquietante ed irritante;</li>
<li>Facebook™ rappresenta l'opportunità di simulare rapporti sociali per le persone socialmente disadattate o con serie difficoltà di integrazione;</li>
<li>tutto il mondo si sta accorgendo della vacuità di Facebook™; prima che il sistema collassi per l'inconsistenza dei suoi contenuti, voglio tornare ad affidare i miei pensieri a questo blog, dove non c'è alcun bottone &laquo;<em>mi piace</em>&raquo; o &laquo;<em>non mi piace</em>&raquo;, ma ogni commento costa l'originalità di scriverlo.</li>
</ul>
<p>Andrea.</p>
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		<title>NGI Eolo: per molti, ma non per tutti.</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 13:44:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Rovetta</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[esperienze]]></category>

		<category><![CDATA[internet]]></category>

		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Parafrasando un noto spot pubblicitario, potremmo riassumere le osservazioni condotte sullo stato delle attivazioni di &#171;Eolo&#187;, la soluzione di connettività wireless di NGI, con il motto &#171;NGI Eolo: per molti, ma non per tutti&#187;. Sebbene le prestazioni della rete Hiperlan/WiMax di NGI siano fuori discussione per il generoso dimensionamento delle dorsali e l'efficace gestione dell'allocazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parafrasando un noto spot pubblicitario, potremmo riassumere le osservazioni condotte sullo stato delle attivazioni di &laquo;Eolo&raquo;, la soluzione di connettività wireless di NGI, con il motto &laquo;<em>NGI Eolo: per molti, ma non per tutti</em>&raquo;. Sebbene le prestazioni della rete Hiperlan/WiMax di NGI siano fuori discussione per il generoso dimensionamento delle dorsali e l'efficace gestione dell'allocazione di banda, frutto di un considerevole investimento tecnologico che garantirà anche nel prossimo futuro performance di rilievo, gli inevitabili limiti che la connettività wireless comporta, impongono una riflessione sulle modalità di attivazione del servizio Eolo. Tutti noi sperimentiamo quotidianamente i limiti della comunicazione wireless. Si pensi, ad esempio, alla telefonia cellulare: in alcuni luoghi ed in alcuni momenti della giornata, le nostre conversazioni telefoniche possono risultare molto disturbate o addirittura impossibili. A volte è sufficiente spostarsi di qualche passo per ripristinare un collegamento con &laquo;segnale pieno&raquo; o attendere qualche istante per osservare un improvviso ripristino del segnale radio. Chi sceglie la tecnologia wireless per collegarsi ad Internet deve ricordarne i limiti oltre ai ben più conclamati dati prestazionali. Nella mia personale esperienza, ho osservato che la quasi totalità dei problemi segnalati da utenti di connettività Internet wireless è riconducibile alla qualità del collegamento tra la stazione base (BTS) e l'antenna dell'utente (CPE). Le cause più ricorrenti sono la presenza di ostacoli lungo il percorso di propagazione del segnale radio e l'attivazione di collegamenti in condizioni limite, ovvero in presenza di un rapporto segnale/rumore prossimo alla soglia di disconnessione. E' evidente che il ruolo dell'installatore è fondamentale e critico: la valutazione dell'ambiente, la rilevazione della qualità del segnale, la scelta della BTS e dell'antenna CPE più idonea sono le uniche variabili in gioco per garantire la stabilità del collegamento wireless e sono tutte nelle mani dell'installatore! In caso di malfunzionamento o guasto del collegamento wireless, fatte le doverose verifiche sulla raggiungibilità dell'antenna CPE e sul livello del segnale ricevuto e trasmesso (SNR), ogni ulteriore valutazione è rimessa alle capacità ed alla professionalità dell'installatore. Parentesi un po' polemica: un contratto installatore che riconosca un gettone maggiore per ogni attivazione conclusa con successo forse non tutela efficacemente l'utente finale in tutti quei casi in cui sarebbe meglio un KO tecnico immediato, piuttosto che mesi di penosi quanto infruttuosi tentativi di ripristino di un collegamento instabile. Concludendo: Hiperlan e WiMax sono valide opportunità per superare il Digital Divide e garantire collegamenti wireless ad alte prestazioni, ma non si può prescindere dai limiti imposti dalla tecnologia radio. Solo una scelta consapevole può evitare all'utente spiacevoli disservizi ed al provider la sterile polemica con utenti insoddisfatti.</p>
<p>Andrea.</p>
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		<title>Reactor 1000: i risultati confermano le aspettative.</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 07:38:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Rovetta</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[acquariologia]]></category>

		<category><![CDATA[esperienze]]></category>

		<category><![CDATA[aquamedic]]></category>

		<category><![CDATA[CO2]]></category>

		<category><![CDATA[reactor 1000]]></category>

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		<description><![CDATA[A poco più di tre mesi dall'introduzione del reattore CO2 della tedesca Aquamedic, i risultati sono davvero confortanti e confermano in toto le aspettative avanzate all'installazione del prodotto.
Rendimento superiore a qualsiasi diffusore a pietra microporosa o spugna: le microbolle sono scomparse e con esse l'inevitabile spreco di gas che raggiunge la superficie senza disciogliersi in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A poco più di tre mesi dall'introduzione del reattore CO2 della tedesca <a title="Aquamedic Italia" href="http://www.aquamedic.it" target="_blank">Aquamedic</a>, i risultati sono davvero confortanti e confermano in toto le aspettative avanzate all'<a title="Varo del nuovo impianto CO2" href="http://www.rovetta.eu/2009/12/12/varo-del-nuovo-impianto-co2/" target="_self">installazione del prodotto</a>.</p>
<p><strong>Rendimento superiore</strong> a qualsiasi diffusore a pietra microporosa o spugna: le microbolle sono scomparse e con esse l'inevitabile spreco di gas che raggiunge la superficie senza disciogliersi in acqua. L'efficienza del reattore non risente degli inconvenienti tipici dei diffusori a pietra microporosa, quali la progressiva ostruzione dei micropori ad opera di alghe e depositi calcarei, o il cedimento delle guarnizioni di tenuta (O-ring) e la conseguente perdita di gas in bolle giganti.</p>
<p><strong>Grande velocità di intervento</strong>: in abbinamento ad un controller con sonda pH si ottiene un sistema di regolazione rapido e stabile, anche in presenza di ridotti valori di KH.</p>
<p><strong>Manutenzione ridotta</strong>: il reattore richiede una manutenzione davvero ridotta; impiegando CO2 per uso alimentare, l'accumulo di gas non solubili all'interno del dispositivo è pressoché assente. Tuttavia, la valvola per lo spurgo dell'aria si rivela decisamente utile per facilitare il riempimento e l'avviamento del filtro in caso di svuotamento dello stesso per manutenzione o sostituzione del materiale filtrante, anche in conseguenza dell'inevitabile allungamento del circuito dell'acqua.</p>
<p>Prodotto dal costo non proprio contenuto, il <em>reactor 1000</em> di Aquamedic si è rivelato un prezioso collaboratore per la salute delle piante nel mio acquario. Un consiglio a quanti vorranno cimentarsi nella semplice installazione del dispositivo: non fidatevi della sola tenuta dei tubi sui raccordi del reattore, anche se vi sembreranno saldamente ancorati. Solo una coppia di robuste fascette stringitubo metalliche potrà sopportare la pressione esercitata dalla pompa di mandata, scongiurando così inconvenienti davvero spiacevoli.</p>
<p>Andrea.</p>
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		<title>Lograto: il mercato trasloca.</title>
		<link>http://www.rovetta.eu/2010/02/05/lograto-il-mercato-trasloca/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 11:01:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Rovetta</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[esperienze]]></category>

		<category><![CDATA[Lograto]]></category>

		<category><![CDATA[mercato]]></category>

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		<description><![CDATA[A Lograto, venerdì è giorno di mercato. Tavoli, ombrelloni, autocarri e furgoni occupano il piazzale adiacente al centro sportivo, sin dalle prime ore del mattino. Da anni, i cittadini residenti nella zona convivono con questa presenza ingombrante. Confusione, schiamazzi, effluvi e vapori maleodoranti, automobili abbandonate sulla carreggiata senza alcun rispetto per il transito di pedoni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Lograto, venerdì è giorno di mercato. Tavoli, ombrelloni, autocarri e furgoni occupano il piazzale adiacente al centro sportivo, sin dalle prime ore del mattino. Da anni, i cittadini residenti nella zona convivono con questa presenza ingombrante. Confusione, schiamazzi, effluvi e vapori maleodoranti, automobili abbandonate sulla carreggiata senza alcun rispetto per il transito di pedoni e veicoli: un assedio. Verso le tredici il chiassoso carrozzone riparte, lasciando una distesa di rifiuti in attesa del paziente lavoro di raccolta degli operatori comunali, previsto per il pomeriggio. Fino ad oggi. Questa mattina il mercato si è trasferito nelle vie del centro storico, come annunciato nel programma elettorale dell'attuale Amministrazione Comunale, con l'obiettivo di recuperare gli ambienti, oggetto di recente ristrutturazione, a luogo di incontro della cittadinanza. Dubito che l'iniziativa possa concorrere a valorizzare le vie del centro storico di Lograto, tuttavia sono assolutamente certo della democraticità del provvedimento: il problema non è risolto, ma quantomeno toccherà a qualcun altro risvegliarsi al mattino con l'odore del merluzzo fritto che bussa alle finestre di casa.</p>
<p>Andrea.</p>
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		<title>Varo del nuovo impianto CO2</title>
		<link>http://www.rovetta.eu/2009/12/12/varo-del-nuovo-impianto-co2/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 16:20:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Rovetta</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[acquariologia]]></category>

		<category><![CDATA[esperienze]]></category>

		<category><![CDATA[acquario]]></category>

		<category><![CDATA[aquamedic]]></category>

		<category><![CDATA[CO2]]></category>

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Avviato oggi il nuovo impianto per l'erogazione di CO2 nell'acquario domestico. Pilotato da un pH-metro a misurazione continua della Dennerle ed alimentato da una bombola da 5 Kg, il cuore del nuovo impianto è il reactor 1000, il poderoso reattore CO2 di Aquamedic, capace di disciogliere grandi quantità di gas in vasche fino a 2000 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.rovetta.eu/wp-content/uploads/2009/12/reactor-1000.jpg" class="aligncenter size-full wp-image-63" title="reactor-1000" border="0" alt="Reactor 1000" width="124" height="450" /></p>
<p>Avviato oggi il nuovo impianto per l'erogazione di CO2 nell'acquario domestico. Pilotato da un pH-metro a misurazione continua della <a title="Dennerle" href="http://www.dennerle.eu/en/" target="_blank">Dennerle</a> ed alimentato da una bombola da 5 Kg, il cuore del nuovo impianto è il <em>reactor 1000</em>, il poderoso reattore CO2 di <a title="Aquamedic" href="http://www.aquamedic.it" target="_blank">Aquamedic</a>, capace di disciogliere grandi quantità di gas in vasche fino a 2000 litri. Dopo aver testato i micronizzatori (diffusori a pietra microporosa) ed i reattori più piccoli da interno vasca con scarsi risultati, ho adottato la soluzione &laquo;tutto esterno&raquo;, liberando la vasca da filtro, riscaldatore e reattore CO2. I risultati attesi sono una migliore diffusione della CO2 in acqua, una minore dispersione del gas e una minore escursione del valore del pH. A qualche ora dall'avvio, il sistema mostra già una grande rapidità di intervento. Tra qualche giorno i primi risultati.</p>
<p>Andrea.</p>
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		<title>Meglio dal rubinetto o dalla bottiglia?</title>
		<link>http://www.rovetta.eu/2009/09/06/meglio-dal-rubinetto-o-dalla-bottiglia/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 09:51:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Rovetta</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>

		<category><![CDATA[esperienze]]></category>

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		<description><![CDATA[&#171;Basta con inutili viaggi avanti e indietro dai supermercati, carichi come somari; basta all'inutile stoccaggio di scorte in ripostigli e sottoscala; basta all'inutile spreco di vetro e plastica. Risparmia fatica, tempo e soldi bevendo l'acqua del tuo rubinetto di casa&#187;. L'appello al buonsenso ed alla coscienza ecologica imperversa ovunque: pubblicità e trasmissioni salutistiche, installazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;<em>Basta con inutili viaggi avanti e indietro dai supermercati, carichi come somari; basta all'inutile stoccaggio di scorte in ripostigli e sottoscala; basta all'inutile spreco di vetro e plastica. Risparmia fatica, tempo e soldi bevendo l'acqua del tuo rubinetto di casa</em>&raquo;. L'appello al buonsenso ed alla coscienza ecologica imperversa ovunque: pubblicità e trasmissioni salutistiche, installazione di pubbliche fontane in grado di erogare l'acqua municipale anche in versione frizzante, dichiarazioni gratuite sulle lobbies delle acque minerali, ... Ma sarà proprio vero che l'acqua del rubinetto sia la scelta migliore?</p>
<p>Il panorama idrogeologico italiano è piuttosto variegato. L'acqua convogliata dagli acquedotti municipali proviene fondamentalmente da fonti, corsi d'acqua, falde acquifere e bacini idrici. Durante il suo percorso, l'acqua modifica la proprie caratteristiche fisiche e chimiche, arricchendosi di sali minerali ed inevitabili contaminanti chimici ed organici. Per questo motivo, è importante che l'acqua destinata all'alimentazione umana sia costantemente controllata ed analizzata. I parametri di tolleranza, stabiliti dalla Legge per la potabilità dell'acqua, consentono di convogliare nella rete di distribuzione acque di qualità e caratteristiche piuttosto differenti: minerali e oligominerali, carbonatiche, solfate, calciche, magnesiache, ferrose, ... Anche la percentuale di contaminanti è variabile e tipicamente aumenta scendendo dalle fonti di altura verso le falde ed i bacini idrici. Non ultime, le condizioni igieniche della rete di distribuzione possono alterare le caratteristiche chimiche e batteriologiche dell'acqua; evenienza questa piuttosto frequente, al punto da giustificare l'intervento di clorazione preventiva dell'acqua in ingresso alla rete. Gli impianti di imbottigliamento delle acque minerali e oligominerali provvedono a captare l'acqua in posizioni privilegiate: fonti d'altura, corsi d'acqua sotterranei, falde profonde, garantendo al consumatore la stabilità nel tempo delle caratteristiche chimiche, fisiche e batteriologiche dichiarate in etichetta.</p>
<p>La prima considerazione, per una scelta consapevole tra il rubinetto e la bottiglia, potrebbe essere la seguente: se abbiamo la fortuna di abitare ai piedi delle Alpi, delle Prealpi, degli Appennini o qualunque altro rilievo che ci garantisca l'approvvigionamento di acqua di fonte dalle caratteristiche oligominerali adeguate al nostro organismo, possiamo senza dubbio alcuno spillare l'acqua per la nostra tavola direttamente dal rubinetto domestico.</p>
<p>Se, ahimè, dal nostro rubinetto sgorga acqua di falda, di fiume o di lago, si rendono necessarie ulteriori indagini sulla qualità del prezioso liquido. Comuni, consorzi e aziende municipalizzate sono tenuti a rendere pubbliche le informazioni sulle caratteristiche dell'acqua distribuita e, molto spesso, i parametri dichiarati rasentano i limiti di potabilità previsti dalla Legge. In quest'ultimo caso, ben poco vantaggiose si rivelano le costose soluzioni di trattamento dell'acqua per microfiltraggio e scambio ionico: l'efficienza dell'impianto decade rapidamente e, in caso di manutenzione inadeguata, rischia di aggravare la situazione appesantendo l'acqua di cloro, sodio o aumentandone la carica batterica.</p>
<p>Le campagne di informazione sul controllo della qualità dell'acqua ci garantiscono che persone preparate e coscienziose vigilano costantemente sulla rete di distribuzione municipale e sulla purezza dell'acqua che trasporta. Sforzo davvero encomiabile, ma poco efficace: siamo in Italia, il Paese dove non si punisce chi attenta alla pubblica salute e non si identifica mai chi non ha fatto il proprio dovere. E allora, ecco gli articoli di giornale che parlano di cromo esavalente, atrazina e pesticidi assortiti, allegramente disciolti nell'acqua municipale di questo o quel comune. Per qualche giorno ancora i giornali pubblicheranno una fotografia che ritrae persone armate di bottiglie e canistri, in fila davanti all'autobotte della Protezione Civile, senza che nessuno mai si chieda come sia potuto accadere, da quanto tempo quelle persone bevessero quei veleni e che effetto farà loro continuare ad assumere le stesse sostanze, solamente più diluite per rientrare nei limiti di potabilità previsti dalla Legge. In tutto questo, una cosa è certa: se uno stabilimento di imbottigliamento si esponesse al rischio di uno scandalo simile, sarebbe destinato all'immediata chiusura, non per intervento delle autorità garanti, ma per le ben più efficaci leggi del mercato.</p>
<p>Quale sarà l'acqua meglio controllata? Mi perdonino gli ambientalisti più convinti, ma preferisco attentare alla salute dell'ambiente piuttosto che l'ambiente attenti alla mia!!!</p>
<p>Andrea.</p>
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		<title>Telefonate anonime? No grazie.</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 12:59:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Rovetta</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[esperienze]]></category>

		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

		<category><![CDATA[Advanced Call Manager]]></category>

		<category><![CDATA[callerID]]></category>

		<category><![CDATA[identificativo chiamante]]></category>

		<category><![CDATA[telefonate anonime]]></category>

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		<description><![CDATA[Driiiin, una rapida occhiata al display del telefono e puoi decidere se rispondere al primo squillo, lasciare che il telefono esegua tutto il suo repertorio di melodie in attesa che l'aspirante interlocutore desista da ogni ulteriore tentativo o rifiutare perentoriamente la chiamata pigiando il tasto rosso. Libertà di scelta garantita dell'identificativo chiamante, l'informazione trasmessa al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Driiiin</em>, una rapida occhiata al display del telefono e puoi decidere se rispondere al primo squillo, lasciare che il telefono esegua tutto il suo repertorio di melodie in attesa che l'aspirante interlocutore desista da ogni ulteriore tentativo o rifiutare perentoriamente la chiamata pigiando il tasto rosso. Libertà di scelta garantita dell'<em>identificativo chiamante</em>, l'informazione trasmessa al destinatario della chiamata che palesa l'identità (e spesso le intenzioni) di chi chiama. Dopo molti anni dall'introduzione del servizio nel resto del mondo, anche l'Italia ha reso disponibile l'identificativo chiamante, pur con le doverose limitazioni a tutela della privacy e della discrezione. In via temporanea o permanente è infatti possibile mascherare la propria identità al destinatario della chiamata; opportunità certamente garantista ma troppe volte abusata fino a scadere nella maleducazione. Vuoi la libertà di nascondere la tua identità di chiamante? Bene, io voglio la libertà di rifiutare la tua chiamata anonima senza perdere tempo a raggiungere il telefono, leggere il display e pigiare il tasto rosso. Ancora una volta, nel resto del mondo è già possibile richiedere al proprio operatore telefonico di rifiutare automaticamente le telefonate anonime, mentre in Italia pare che dovremo aspettare ancora parecchio tempo oppure... arrangiarci, nella più rigorosa tradizione nazionale. <a title="Advanced Call Manager" href="http://www.webgate.bg/products/acm/" target="_blank">Advanced Call Manager</a> è il nome di un programma della software house WebGate JSC™ disponibile per le più diffuse tipologie di smartphone. Un semplice menù consente di compilare la lista dei numeri dei chiamanti graditi (<em>whitelist</em>) e sgraditi (<em>blacklist</em>) e definire gli orari e le modalità per accettare i primi e respingere i secondi, senza che inutili squilli arrechino disturbo, telefonate anonime incluse. Problema risolto.</p>
<p>Andrea.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Independence Day: avviato l'impianto domestico di osmosi inversa.</title>
		<link>http://www.rovetta.eu/2009/07/16/independence-day-avviato-limpianto-domestico-di-osmosi-inversa/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 12:37:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Rovetta</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[acquariologia]]></category>

		<category><![CDATA[esperienze]]></category>

		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

		<category><![CDATA[acquacoltura]]></category>

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		<category><![CDATA[reverse osmosis]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente operativo l'impianto per la produzione di acqua pura tra le pareti domestiche. Filtri, carboni, resine e membrane osmotiche consentiranno la produzione di circa 200 litri di acqua demineralizzata e denitrificata al giorno. L'assemblaggio e l'avviamento dell'impianto hanno richiesto un investimento davvero contenuto. Il costo per la produzione dell'acqua microfiltrata consentirà il totale ammortamento dell'impianto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente operativo l'impianto per la produzione di acqua pura tra le pareti domestiche. Filtri, carboni, resine e membrane osmotiche consentiranno la produzione di circa 200 litri di acqua demineralizzata e denitrificata al giorno. L'assemblaggio e l'avviamento dell'impianto hanno richiesto un investimento davvero contenuto. Il costo per la produzione dell'acqua microfiltrata consentirà il totale ammortamento dell'impianto entro un anno dall'entrata in esercizio a fronte di una durata prevista dei materiali consumabili stimata in cinque anni ed un prezzo medio di 10 centesimi di euro al litro presso negozi e grande distribuzione. Risparmio garantito, dunque, e fine del pellegrinaggio con pesanti canistri ed interminabili code nei negozi di animali, acquacoltura e acquariologia. Problema risolto.</p>
<p>Andrea.</p>
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		<title>NGI Eolo: il vento non soffia più (così forte)</title>
		<link>http://www.rovetta.eu/2009/07/13/ngi-eolo-il-vento-non-soffia-piu-cosi-forte/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 08:08:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Rovetta</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[esperienze]]></category>

		<category><![CDATA[internet]]></category>

		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

		<category><![CDATA[Eolo]]></category>

		<category><![CDATA[NGI]]></category>

		<category><![CDATA[prestazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[A quasi un anno dall'attivazione del servizio di connettività Internet wireless Eolo di NGI, è giunto il momento di formulare un giudizio complessivo sulla qualità del prodotto.
Da un punto di vista tecnologico, Eolo non rappresenta un servizio particolarmente innovativo, tuttavia NGI ha saputo progettare e realizzare una rete wireless ben dimensionata e bilanciata nella distribuzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A quasi un anno dall'attivazione del servizio di connettività Internet wireless <em>Eolo</em> di <em>NGI</em>, è giunto il momento di formulare un giudizio complessivo sulla qualità del prodotto.<br />
Da un punto di vista tecnologico, <em>Eolo</em> non rappresenta un servizio particolarmente innovativo, tuttavia NGI ha saputo progettare e realizzare una rete wireless ben dimensionata e bilanciata nella distribuzione del segnale <em>hiperlan</em> ai propri utenti. Come altri operatori (Fastweb, Eutelia, ...) anche NGI ha investito nella realizzazione di una rete di trasporto propria, indipendente da Telecom Italia, a tutto vantaggio del controllo sulla qualità del servizio offerto. Rileggendo il precedente articolo &laquo;<a title="L'Hiperlan che mantiene le promesse" href="http://www.rovetta.eu/2008/10/22/hiperlan-che-mantiene-le-promesse/" target="_blank">L'Hiperlan che mantiene le promesse</a>&raquo;, non posso che confermare le considerazioni generali sulla connettività wireless e ribadire le medesime osservazioni:</p>
<blockquote><p>&laquo;<em>(...) La prima osservazione che emerge riguarda la reale portata della garanzia di banda minima, parametro fondamentale nel delivery di servizi </em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/VoIP" target="_blank"><em>VoIP</em></a><em> e </em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/QoS" target="_blank"><em>QoS-based</em></a><em>: tale configurazione risulta disponibile esclusivamente sulla rete di trasporto dell'operatore e non si mantiene, almeno nelle percentuali contrattualizzate, una volta superato il nodo di accesso ad Internet (gateway).<br />
La seconda osservazione riguarda l'affidabilità del servizio: attivazione di accessi in condizioni limite (</em><a title="rapporto segale/rumore" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rapporto_segnale/rumore" target="_blank"><em>SNR</em></a><em>), crollo delle prestazioni negli orari di maggior traffico, interruzioni inattese della raggiungibilità di Internet, instabilità nella </em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Latenza" target="_blank"><em>latenza</em></a><em> del trasporto sono le cause più frequenti dei malfunzionamenti segnalati. (...)&raquo;.</em></p></blockquote>
<p>Durante questo anno di utilizzo del servizio <em>Eolo</em>, le interruzioni della raggiungibilità di Internet sono state una dozzina circa, la maggior parte delle quali ha comportato un <em>blackout</em> totale di qualche ora; in tali casi, il ripristino del servizio non ha richiesto interventi da parte dell'utente. In rare occasioni è stato necessario procedere al riavvio dell'apparato radio <em>Alvarion</em>, mentre un paio di guasti hanno richiesto l'intervento del personale tecnico NGI. Le prestazioni del servizio si sono mantenute sui livelli contrattualizzati fino ai primi mesi del 2009, per poi manifestare segni di affaticamento della rete NGI: in orario pomeridiano e serale si osserva un aumento della latenza della rete, oltre ad un sensibile calo della banda disponibile, pur nel rispetto dei limiti di banda minima garantiti.<br />
In conclusione, <em>Eolo</em> rappresenta sicuramente un prodotto interessante per colmare il divario digitale nelle aree rurali, montane e nelle sempre meno isolate periferie urbane. Servizio di sicura vocazione domestica (personalmente non ho avuto occasione di valutarne le prestazioni con <em>peer-to-peer</em> o <em>torrent</em>), <em>Eolo</em> resta fondamentalmente un collegamento <em>hiperlan</em> e, in quanto tale, nonostante la buona volontà di NGI e l'indiscussa serietà del suo personale tecnico, manifesta tutte le vulnerabilità tipiche di questa tecnologia, cosa che ne preclude l'impiego laddove la connettività ad Internet rappresenti un requisito di business irrinunciabile. Il confronto con la tecnologia xDSL cablata non può che evidenziare, a parità di prestazioni, una maggiore affidabilità ed economia di esercizio a vantaggio del tanto biasimato doppino telefonico, oltre ad un evidente risparmio sui costi di allaccio e nell'impatto estetico sul tetto domestico.</p>
<p>Andrea.</p>
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		<title>Cassetta per lettere o raccolta differenziata della carta?</title>
		<link>http://www.rovetta.eu/2009/04/15/cassetta-per-lettere-o-raccolta-differenziata-della-carta/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 19:23:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Rovetta</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[esperienze]]></category>

		<category><![CDATA[cassetta lettere]]></category>

		<category><![CDATA[corrispondenza]]></category>

		<category><![CDATA[posta]]></category>

		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricordo ancora quel giorno, nell'ormai lontano febbraio 2004, in cui provvedevo ad esporre all'ingresso del nuovo ufficio aziendale una splendida cassetta per la corrispondenza in lucido alluminio. L'etichetta portanome compilata con gli eleganti caratteri del logo aziendale, le chiavi debitamente agganciate ai portachiavi dei soci e la speranza di ricevere presto buone notizie. Con il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordo ancora quel giorno, nell'ormai lontano febbraio 2004, in cui provvedevo ad esporre all'ingresso del nuovo ufficio aziendale una splendida cassetta per la corrispondenza in lucido alluminio. L'etichetta portanome compilata con gli eleganti caratteri del logo aziendale, le chiavi debitamente agganciate ai portachiavi dei soci e la speranza di ricevere presto buone notizie. Con il passare del tempo mi sono reso conto del progressivo aumento della pubblicità consegnata da operatori sempre meno consapevoli della reale destinazione d'uso della metallica urna. Fogli, brochure, pieghevoli e giornaletti in multiple copie stipati con sconcertante maestria in quella ormai inutilizzabile cassetta postale. Vano ogni tentativo di comunicare, con doverosa deferenza e nelle più diffuse lingue europee, asiatiche e nord africane la propria rinuncia ad un servizio tanto prezioso. Vana ogni ricerca nella Rete a caccia di leggi, autorità deputate alla vigilanza o semplicemente idee brillanti per risolvere il problema. Ogni settimana un sacco di rifiuti formato condominiale ripieno di allegre e coloratissime offerte commerciali attende un passaggio verso la discarica comunale. E pensare che ci sono aziende che investono ancora denaro in questa arcaica forma di pubblicità! Lo sguardo si posa sull'ultimo sacco ricolmo di inutili parole che nessuno leggerà. Chissà se è lo stesso cacciavite che ho usato quel giorno di febbraio - penso - mentre con rinnovato entusiasmo rimuovo quella splendida cassetta per la corrispondenza in lucido alluminio. Per le comunicazioni urgenti c'è la posta elettronica (almeno per rimuovere lo spam non dovrò riempire un sacco condominiale); per gli irriducibili della carta stampata è pronta una casella presso il locale ufficio postale. Problema risolto.</p>
<p> </p>
<p>Andrea.</p>
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